Posa della pietra di inciampo in memoria di Ambrogio Sala

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Il 27 Gennaio alle ore 11.00 verrà posta in Via Parini 1 la pietra di inciampo dedicata ad Ambrogio Sala

Data:

27 gennaio 2026

Tempo di lettura:

Posa della pietra di inciampo in memoria di Ambrogio Sala

Descrizione

Il 27 Gennaio alle ore 11.00 verrà posta in Via Parini 1 la pietra di inciampo dedicata ad Ambrogio Sala


Le pietre di inciampo

Le nostre generazioni hanno la grande fortuna di essere nate in un periodo di pace e di libertà d’espressione come non mai nella storia dell’umanità. Certamente vi sono segnali preoccupanti che provengono da ogni dove, ma se oggi possiamo avere le opportunità che ci vengono offerte dalla società contemporanea, questo è grazie alla positiva conclusione del terribile conflitto contro le dittature che hanno dominato la metà del secolo scorso. Le generazioni che ci hanno preceduto hanno pagato un tributo altissimo per responsabilità e scelte scellerate di quei tempi, con due guerre mondiali devastanti, con le persecuzioni nazifasciste che hanno sterminato intere comunità e milioni di singole persone. Furono cittadini come voi che non avevano alcuna colpa, presi di mira soltanto per motivi “razziali”, motivi politici o perché l’8 settembre del 1943 la monarchia sabauda aveva firmato l’armistizio con le forze Alleate.

Non furono semplici numeri quelli che passarono per i camini dei campi di sterminio o morirono nei campi di prigionia italiani e tedeschi; furono donne e uomini, bambini e anziani, individui, persone: con un’anima, speranze, ambizioni, il desiderio di essere liberi cittadini in un libero stato, come noi oggi, più fortunati di loro. Milioni di persone in Europa, in Brianza 252 per quanto riguarda la deportazione politica, 40 per la deportazione ebraica, un centinaio quella militare (IMI).

Un artista tedesco, Gunter Demnig, da alcuni anni gira per l'Europa; incastona pietre nel selciato stradale davanti alle abitazioni, o a luoghi significativi della vita, di coloro che sono stati deportati nei lager nazisti. Su ciascuna pietra viene riportato il nome, la data di nascita e di morte nel lager; quello stesso nome che i suoi aguzzini avevano negato dall’esistenza e dalla memoria.

In tutta Europa sono state posate ad oggi più di 75.000 pietre.

Da gennaio 2019 si è iniziato anche in Brianza con la posa delle prime pietre. Per i prossimi anni, cominciando dall'anno 2020, si proseguirà con un progetto che coinvolge tutti i Comuni, le scuole, le associazioni, la cittadinanza nel suo insieme.

Le pietre sono cubi di 10 cm di lato, con una placca d’ottone incisa in superficie.


Amborgio Sala

Sala Ambrogio, 24/05/1911 – 24/08/1945

Figlio di Giovanni e di Modesta Besana è nato a Cavenago di Brianza in Via Parini 2. Già arruolato, Ambrogio si è sposato con Giuseppina Pirovano a Cavenago il 2 ottobre del 1937; dalla loro unione è nato il figlio Giulio.

Richiamato alle armi presso il 63° Reggimento Fanteria il 31 marzo 1940, Sala partecipò prima alle azioni di guerra sul fronte albanese occidentale e, dal gennaio del 1941, a quelle svoltesi sul fronte Greco - Albanese. 

A partire dal 18 novembre 1942 Sala ha agito in territorio Balcanico fino al settembre 1943 momento della cattura a Durazzo da parte delle forze armate tedesche.

Dopo l’8 settembre del ‘43 fu deportato con numero di matricola 03114 nel famigerato lager 26 di Bor, indirizzo Feldpost 45083/E in Serbia, a lavorare in schiavitù presso l’ente "Todt " per gli approvvigionamenti e di costruzione affiliato alla Wehrmacht. Nell'ultima missiva inviata alla famiglia dal lager scrisse: «...ti ricordi quando ti (h)o scritto il passato della mia vita e io mi sono considerato prigioniero piuttosto che fare una firma … io sto bene così e lo spero di te e famiglia tutti i parenti tutti...» (19/7/1944).

Dopo la liberazione del lager da parte dei sovietici il 3 ottobre del ‘44, si ha notizia che, assieme a moltissimi altri IMI presenti, fu nuovamente deportato e trattenuto in URSS.

Viene ricoverato nell’ospedale da campo n. 5953 di Novograd Volynskij (Ucraina), a seguito della perdita di entrambe le mani secondo le testimonianze pervenute alla famiglia nel dopoguerra.

Muore il 24 agosto 1945 a causa delle ferite e viene inumato in località sconosciuta.


A chi è rivolto

A tutti i cittadini

Date e orari

27
gen

11:00 - Inizio evento

27
gen

12:00 - Fine evento

Luogo

Via Parini 1, Cavenago di Brianza

Costo

partecipazione libera e gratuita

A cura di

Pagina aggiornata il 15/01/2026, 10:54

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